Una delle difficoltà che i genitori incontrano nell’educazione dei figli, è quella di dare e di far rispettare le regole.
Paolo Crepet ci dice che:” le regole ed i no sono come dei paracarri ai lati della strada, sono punti di riferimento, non debbono cambiare posizione, non possono decidere di esserci o non esserci.”
Ma come dare le regole affinchè i nostri bambini le ascoltino e le seguano?
La cosa più importante è che il bambino comprenda il valore della regola stessa. Cioè, il bambino non deve rispettare la regola esclusivamente per dare soddisfazione a mamma o papà, senza che questa si trasformi in consapevolezza o presa di coscienza.
Un errore che spesso i genitori e gli educatori commettono, è quello di dare un numero eccessivo di regole, impedendo così al bambino di poterle ricordare tutte, per cui egli le selezionerà e manterrà sono quelle che a suo giudizio gli sembreranno le migliori!
Un altro comportamento molto diffuso tra i genitori è l’incoerenza che si può distinguere in due tipi:
- incoerenza tra genitori quando papà e mamma danno un’indicazione, ma la pensano in maniera diversa.
- Incoerenza del singolo genitore che si verifica nel momento in cui non si mette in pratica ciò che si era detto di voler fare.
I bambini, inoltre, fanno confusione nel rispettare le regole quando queste vengono date in maniera “sommaria”, ossia non sono chiare, lasciando spazio a diversi tipi di interpretazione.
E’ importante che genitori ed educatori scelgano bene il momento in cui dare la regola.
Se, infatti, il bambino è arrabbiato o se siamo con lui in quel momento in una situazione di scontro, l’emozione che egli prova gli impedirà di comprendere ciò che gli si sta dicendo e pertanto non soltanto non ascolterà, ma non sarà neanche in grado di sentire, comprendere ed accogliere quello che gli si sta dicendo. Solamente quando sia il bambino che l’adulto ritroveranno la calma, si potrà ribadire l’importanza di ciò che gli stiamo chiedendo di fare.
Se le regole vengono spiegate in modo sommario ed incoerente, oppure troppe nello stesso momento, queste saranno sicuramente rifiutate dal bambino, il quale le intenderà come ingiuste e perentorie.
Nel genitore, allora, questo potrebbe generare il timore e, spesso il senso di colpa, che imponendo delle regole stiano “facendo del male” o ferendo il figlio pertanto, loro stessi avranno la percezione che la regola che impartiscono, sia un ulteriore impegno, che si va ad aggiungere ai già tanti stress, che può vivere il bambino sia in ambito scolastico che familiare e qui si inserisce, molto spesso, il disagio da parte dei genitori del poco tempo che riescono a condividere con i figli.
La paura di ferire il bambino, ma soprattutto, il temere un allontanamento affettivo da parte sua, porta così il genitore a sorvolare su tante situazioni, senza comprendere che colui che impartisce le regole, è invece, un genitore autorevole al quale il bambino si rivolge con fiducia, in quanto sente che di lui ci si può fidare.
Il relazionarsi, spesso, di molti genitori o educatori con i bambini, avviene attraverso il promettergli, sia un premio o un castigo, in cambio di un determinato comportamento.
Questa modalità di agire non è certamente assimilabile al dare una regola, è solamente una forma ricattatoria e manipolativa che porta spesso ad un senso di ansia e colpa da parte del bambino.
Inoltre, quando un genitore “ricatta” un figlio non solo perde di autorevolezza, ma soprattutto fa perdere al bambino quella sicurezza di cui ha assoluto bisogno.
Ottenere un determinato comportamento attraverso la minaccia, che fa leva sulla paura del bambino o attraverso le punizioni che avrebbero lo scopo, secondo il genitore, di correggere un comportamento, in realtà viene vissuto dal piccolo, come un gesto aggressivo ed impulsivo che porterà ad una reazione da parte sua, di aggressività quando successivamente verrà , per qualsiasi motivo, punito.
Allora, ci si chiede: perché dare le regole quando è così facile sbagliare e difficile seguirle ?
Semplicemente perché l’essere umano ha bisogno di modelli da seguire e le regole sono lo strumento per trasmettere ai bambini qualsiasi insegnamento, da quello comportamentale ai valori morali come l’amicizia, l’onestà ed il rispetto dell’altro.
Le regole, pertanto, sono come dei sicuri binari che permettono ai genitori di guidare ed ai figli di essere guidati, affinché possano crescere come persone capaci di creare relazioni positive.
La vera, grande sfida per i genitori, è quella di essere capaci di rassicurare i propri figli , ma nello stesso tempo di non essere autoritari!
La regola, deve nascere dall’autorevolezza, mentre chi la impartisce in modo autoritario probabilmente fa rispettare le regole, ma, solamente utilizzando le minacce, così da creare nel bambino solamente ansia e paura, e non potrebbe essere altrimenti.
Ricordiamo sempre che un bambino, può subire violenza, non solo fisicamente, ma anche verbalmente e rivolgersi a lui urlando, usando un tono di voce rabbioso, dando punizioni, andando verso di lui in modo minaccioso, dicendogli: sei sempre il solito… non può che scatenare in lui un senso di soggezione e frustrazione.
Se questi comportamenti fossero giusti ,infatti, basterebbe usarli una sola volta ed il bambino rispetterebbe la regola per sempre, invece, sono modalità assolutamente inutili, perché dopo poco il bambino ripeterà nuovamente lo stesso comportamento.
E’ importante, invece, che genitori ed educatori sappiano trasmettere le regole in modo corretto affinché diventino per il bambino una “struttura” capace di rassicurarlo, contenerlo ed orientarlo.
La prima funzione delle regole è, infatti, proprio quella di fare da guida ad un bambino, il quale senza di esse non sarebbe in grado di decidere autonomamente, e correrebbe il rischio di mettere in atto comportamenti pericolosi per sé e per gli altri.
Le regole, inoltre, hanno la funzione di trasmettere i valori della famiglia che proprio grazie ad esse si possono trasformare in comportamenti concreti.
Spesso si tende a pensare che le regole non vadano date fino a quando i bambini sono molti piccoli, ma non è così, proprio perché sono dei paletti, vanno forniti fin da piccoli, per poi però, toglierli gradualmente quando i bambini le hanno fatte proprie e le rispettano autonomamente.
Quindi, non c’è un’età giusta per iniziare ad indicare i giusti comportamenti, proprio per la loro funzione che è quella di: rassicurare, contenere e orientare, tutte cose fondamentali in qualsiasi età.
Ma nel trasmettere le regole, si deve sempre ricordare che dovranno essere semplici da comprendere e precedentemente condivise da entrambi i genitori, solo successivamente saranno poi condivise con lui.
I figli crescendo saranno inclini a giudicare i genitori, proprio sulla loro coerenza,pertanto prima di dare delle regole ai bambini sarebbe importante ricordare di:
- identificare i valori della famiglia
- essere i primi a rispettare le regole
- essere congruenti nel modo di comunicarle
- individuare ciò che si vuole e ciò che non si vuole
- comunicare con fermezza tramite il tono di voce
- indicare le conseguenze di una azione
- ricordare di dare fiducia ai bambini
- creare un rapporto di fiducia con loro
- rispettare i loro sentimenti.
Si tende a considerare “capricci” quello che in realtà è una richiesta non esplicita, ma quella implicita nel capriccio stesso.
Infatti, da una parte il capriccio ha la funzione di far ottenere al bambino ciò che chiede, dall’altra parte ci invia un messaggio sulla relazione che ha con il genitore.
I bambini scatenano un capriccio,spesso, solamente per avere la certezza di essere amato dal genitore, ed il mettere dei confini alle sue richieste è rispondere, anche se protesta, ad un suo bisogno di sicurezza.
I confini che le regole impongono hanno infatti due scopi:
- di limitare e 2)di proteggere
Introdurre regole nella vita quotidiana dei bambini, porta, infatti, effetti positivi sia nell’immediato che nel futuro.
Nell’immediato, raggiungono lo scopo di 1) aumentare la fiducia in se stesso, infatti sapere quali comportamenti sono accettati rafforza la propria sicurezza , 2) favoriscono l’autoregolazione imparando a gestire le proprie emozioni ed impulsi,3) riducono i conflitti perché diminuiscono i motivi di scontro.
A lungo termine, imparare a rispettare i limiti può insegnare al bambino la tolleranza alle frustrazioni, così come lo può preparare ad inserirsi in contesti sempre più ampi con i propri pari, ed inoltre, interiorizzare le regole, diventa per il bambino uno strumento da utilizzare in assenza dell’adulto.
Ricordiamo, allora, che i motivi per cui il bambino non osserva le regole, può dipendere dal fatto che era distratto nel momento in cui gliela indichiamo, oppure abbiamo usato termini poco comprensibili e soprattutto ricordiamo che il bambino ci vuole mettere alla prova e comprendere fino a dove può spingersi.
Di conseguenza, se non rispetta la regola, perché non ha ascoltato assicuriamoci che nel momento in cui la diamo non sia distratto da altro; se invece non riesce a seguire la nostra regola perché per lui è una richiesta troppo difficile, cerchiamo di riformularla in modo che sia più semplice, così da evitare che sbagli, ed infine se non rispetta la regola perché vuole testare il nostro limite, manteniamo un comportamento fermo e calmo, soprattutto non modifichiamo la richiesta.
Soprattutto ricordiamoci ciò che diceva Ovidio: “Aspiriamo sempre a ciò che è proibito e desideriamo le cose che sono negate”
Per cui: tanta pazienza e coerenza!