Crescendo, i bambini acquisiscono diverse capacità, alcune delle quali dipendono, come per il controllo sfinterico, soprattutto dalla maturazione del sistema nervoso, altre come la capacità di mantenere un comportamento adeguato deriva dall’interazione tra lo sviluppo fisico e cognitivo, dal carattere e dal rapporto con i genitori, gli insegnanti e le persone che si prendono cura di loro.
Alcuni disturbi comportamentali dei bambini, che noi adulti rileviamo, possono derivare da aspettative non realistiche che genitori o educatori hanno nei confronti dei bambini, per es. mettere a posto i giochi intorno ai 24 mesi, è una cosa che realmente non riescono a comprendere fino ai 4/5 anni, oppure noi adulti, interpretiamo male alcuni comportamenti correlati alla specifica fase di sviluppo come ad es. il rifiuto di un bambino di 2 anni di rispettare le regole.
Si apre così un circolo vizioso: un comportamento negativo del bambino scatena una reazione negativa del genitore, il quale aumenta il comportamento negativo del bambino che alimenta una ulteriore risposta negativa del genitore.
Normalmente tale circolo vizioso si innesta quando un bambino si mostra aggressivo o ostinato e le persone che in quel momento si stanno occupando di lui reagiscono rimproverandolo e sgridandolo.
Affinché sia possibile interrompere questo circolo vizioso, gli adulti dovrebbero imparare ad ignorare il comportamento errato quando questo non ha un impatto negativo sugli altri, e se non può essere ignorato si può tentare una procedura di distrazione.
I comportamenti appropriati ,invece, si verificano quando nei confronti dei bambini si hanno aspettative chiare, strutturate, appropriate all’età che possano essere da loro comprese, ricordando sempre che premiare i comportamenti positivi è molto più efficace e soddisfacente per il bambino e l adulto piuttosto che punire le condotte inappropriate.
Quando il bambino arriva alla “famosa terribile “età dei 2 anni, ovvero al periodo dei “NO”, su qualsiasi cosa gli si proponga anche se in realtà poi la gradiscono, i genitori si trovano spesso impreparati e preoccupati di fronte alla testardaggine, alle crisi ”isteriche”, ai pianti inconsolabili dei piccoli ed entrano a loro volta in crisi.
Il periodo dei NO ,invece, è fondamentale ed estremamente positivo, perché, se i genitori ( e spesso anche gli educatori)lo comprendono e lo accettano, danno ai bambini il via alla loro indipendenza.
Ciò che i bambini di questa età stanno cercando di farci capire è che faticosamente provano a ricercare una loro indipendenza, perché hanno compreso che sono delle persone separate e diverse dalla mamma. La ricerca di una propria autonomia, il poter fare da soli, si scontra spesso con la reale capacità però di saper fare e questo scatena nel bambino delle piccole frustrazioni ed arrabbiature, così come si innervosiscono quando non vengono compresi i loro bisogni perché ancora non sono capaci di esprimerli con parole giuste.
Il bambino di 2 anni ha una fortissima volontà di fare da solo, perché questo è il vero modo che ha per imparare, ma non possiede ancora la capacità di prevedere la ripercussione che ha il suo agire sugli altri e crede che il mondo giri intorno ai suoi bisogni, manifestando così quel forte egocentrismo tipico dei bambini capricciosi dei 2 e 3 anni.
E’ in questo momento che il ruolo dell’asilo porta una grande differenza nel processo di socializzazione, educando alla condivisione ed alla comunione.
Il bambino di 2 anni passa da una frustrazione di prestazione per un compito che non è riuscito ad eseguire, ad una frustrazione da adeguamento alle regole e,tutto ciò fa scaturire attacchi di rabbia e capricci che caratterizzano questa fascia di età.
Nel primo caso il capriccio si attenua aiutando il piccolo ad aumentare gradualmente le sue autonomie, nel secondo caso si previene stabilendo precise e semplici regole.
Quindi gestire questa fase dello sviluppo dei nostri bambini non è difficile e complicata soltanto per genitori ed educatori ma anche e soprattutto per i nostri bambini
Ricordiamoci degli insegnamenti di Maria Montessori, la quale diceva che noi adulti chiamiamo capricci ciò che invece sono dei bisogni insoddisfatti dei bambini.
Pertanto, invece di soffermarci sul pianto, sulle crisi di rabbia, le urla…,noi genitori ed educatori dovremmo chiederci e concentrarci sulle cause che hanno scatenato tali comportamenti.
Se riuscissimo ad individuare il bisogno insoddisfatto del bambino, avremmo la risoluzione di qualunque capriccio.
Il primo elemento per superare una crisi di ira dei bambini è quello non semplice di mantenere noi adulti la calma e la serenità, così come non è affatto semplice individuare la causa scatenante di un pianto inconsolabile.
Un errore che facciamo spesso di fronte ad un bambino che si comporta ”istericamente” è quello di colpevolizzarci e farci travolgere dall’ansia di spegnere immediatamente quelle urla e lacrime, così facendo però le urla ed il capriccio diverranno una modalità di comunicazione del bambino attraverso la quale ottiene ciò che desidera.
Un’altra modalità adottata da noi adulti dinnanzi ad un capriccio dei bambini è la punizione.
Ricordiamoci che la punizione qualunque essa sia: dal negargli di vedere un cartone animato, dal negargli un dolce…è sempre un atto privativo che si compie a danno del bambino sfruttando la nostra posizione dominante.
La punizione può forse avere effetto a breve termine, ma non servirà a lungo termine perché non avrà lasciato un’impronta motivazionale nel bambino. Le punizioni, infatti, non sono le regole!!
La regola, è quella che se serve, ma ha valore ed ha un’impronta motivante se compresa, e modifica il comportamento.
Le regole devono essere però sempre poche, chiare, comprensibili e soprattutto compatibili alla fase di sviluppo del bambino, inoltre devono essere prestabilite, condivise e messe in pratica da tutti. Non si può punire la violazione di una regola se questa prima non era stata spiegata e condivisa!!
Se esistono le regole, con i requisiti che abbiamo detto, queste vanno rispettate pertanto non è ammessa nessuna violazione, non solo dai bambini ma anche dagli adulti, ricordiamo anche che è ancora troppo presto tentare di scendere a compromessi con bambini di 2 anni!!
Per prevenire i capricci, inoltre, è importante anche rispettare la routine familiare che pone così come fanno le regole, i limiti e i modi del vivere famigliare dando al bambino regolarità.
Ciò che non dobbiamo pensare è che quando un bambino combina dei guai, oppure fa i capricci lo faccia per farci un dispetto, in realtà lui sta solamente cercando di imparare ad essere se stesso.
Le regole ed i divieti ,inoltre, devono essere pochi altrimenti li confondiamo, se tutto ciò che fanno è seguito sempre da un No, per lui nessuno di quei no sarà importante, allora alcune volte per evitare un NO possiamo dargli una alternativa es.” vuoi i biscotti o la pizza?” Questo perché non è detto che abbia proprio voglia di mangiare ciò che andrebbe a noi, ma 2 alternative bastano!!
Sicuramente non possono esserci alternative su regole salva vita! In questo caso il NO deve essere: fermo, deciso, asciutto: Un No che non può essere cambiato, e noi non dobbiamo mai cedere, per nessun motivo.
Se esistono le regole, vanno rispettate e non è ammesso nessun comportamento in violazione delle regole della casa, pertanto non cediamo lasciandoci prendere dalla compassione ed a due anni è come ho già detto troppo presto per scendere a compromessi.
Invece,di adottare il sistema dei premi e delle punizioni, nel quale non credo e non mi è mai piaciuto , penso che sia meglio dire un “bravo”! con entusiasmo ed enfasi per far comprendere ad un bambino che quel comportamento è giusto.
Ricordiamo sempre noi genitori o educatori che un atteggiamento di rigidità serve solamente a far irrigidire il bambino, così come perdere la calma e strillare serve solamente ad insegnare ai piccoli a fare scene “isteriche”, se non le vogliamo vedere nei bambini, dobbiamo essere i primi a non farle!
In uguale maniera non credo che le botte risolvano il problema. Innanzi tutto perché sono dell’idea che i bambini non si debbano picchiare, anche perché le botte sono una scorciatoia momentanea che esercitano all’obbedienza per paura, ma gli educatori devono mirare all’obbedienza perché piano piano e con pazienza abbiamo insegnato al bambino a distinguere tra il bene ed il male.
Non è facile far comprendere ad un bambino che un suo atteggiamento ha un impatto sugli altri pertanto il modo di comunicare con loro deve mirare a far sentire il bambino sempre amato ,ma che quel suo atteggiamento che non ci piace. Ad es. possiamo dirgli: “ora sei arrabbiato e non riusciamo a parlare, ti lascio un momento e poi quando sarai calmo insieme troveremo una soluzione” oppure “ ti voglio bene ma questo atteggiamento non mi piace, io non riesco a capirti quando sei così arrabbiato”
Invece di dire ad un bambino “sei cattivo,” diciamogli “ hai sbagliato atteggiamento ,ma ti voglio bene.”
Se al bimbo diciamo sempre che è cattivo, che combina guai, che è pestifero alla fine lui lo diventerà veramente perché glielo abbiamo suggerito noi stessi e loro credono a ciò che gli diciamo!!
Insegniamo, invece, ai nostri bambini che se si comportano male bisogna chiedere scusa perché le persone vanno rispettate e se non sanno chiedere scusa con le parole, lo facciano con un bacio o un abbraccio.
Ma ricordiamoci che non possiamo pretendere il loro rispetto se noi per primi non rispettiamo loro!
Altro errore che noi adulti commettiamo è quello di sostituirci a loro dicendo ad esempio: “ faccio io altrimenti fai un pasticcio” oppure “faccio io perché tu non ci riesci”…o frasi di questo tipo che servono solamente a far percepire al bambino la sua incapacità ed inettitudine e tale atteggiamento denigrativo può essere la causa scatenante di capricci.
Maria Montessori, ancora, ci parlava di pregiudizio adultista, cioè guardare il mondo attraverso gli occhi di noi adulti, per cui reputiamo ad es. che sovraccaricare i bambini di cose da fare procurerà stanchezza al punto tale da non avere forze per fare capricci e la sera crollerà in un sonno rigeneratore. In realtà la stanchezza nei bambini non ha lo stesso effetto che procura a noi adulti, anzi spesso procura difficoltà nell’addormentamento .
Allora quale può essere un comportamento positivo nei confronti del capriccio di un bambino?
-parlargli mettendoci alla sua altezza e guardandolo negli occhi in tal modo il bambino ha la certezza della vostra attenzione
-non avere la pretesa che si possa risolvere tutto e subito
-tenere sempre presente che i bambini devono avere spiegazioni chiare
-un abbraccio è molto più rassicurante di mille parole, pertanto è più consolatorio di altre strategie per attenuare la rabbia
-ricordate al bambino che è bravo e che è capace di fare molte cose
-solamente quando è calmo ribadite le regole che dovrebbero evitare gli scoppi di rabbia.
Le regole infatti aiutano ad evitare alla radice i capricci ma richiedono tempo e soprattutto pazienza