Uno degli eventi più stressanti della vita sia di una coppia, che di un bambino è la separazione. Lo stress , l’ansia, l’angoscia, che ne scaturisce è paragonabile al lutto, ma mentre per la perdita di una persona amata, c’è solo il grande vuoto che questa ci lascia, nel caso della rottura di una famiglia ci sono anche sentimenti di inadeguatezza, di risentimento e di colpa e sono necessari mesi se non anni affinché si riesca ad accettare la nuova situazione. Se è pur vero che oggi le separazioni creano dal punto di vista sociale meno “ scandalo” e che si parla sempre di più di famiglie allargate, questo non vuol dire che i figli di separati oggi subiscano danni minori di quelli di ieri, di questo avvenimento ne porteranno il segno e ne saranno condizionati per tutta la loro vita.
Come poterli aiutare o cercare di prevenire danni indelebili?
Innanzi tutto è di fondamentale importanza la chiarezza e la sincerità da parte di ambo i genitori nel spiegare ai bambini ciò che sta avvenendo. I bambini hanno non solo necessità ma è un loro preciso diritto di sapere dove andranno a vivere, quando e come vedranno il genitore non affidatario. In un momento così difficile e destabilizzante hanno assoluta necessità di essere rassicurati sul fatto che entrambi i genitori continueranno ad amarli come prima della separazione. Per i bambini la coppia genitoriale deve rimanere identica a prima, perché sono gli adulti che hanno deciso di porre fine alla loro relazione e loro sono, purtroppo, coloro che più di ogni altro ne pagano le conseguenze, non esiste infatti, bambino che non voglia vedere i propri genitori vivere insieme e spesso pur essendo le vere vittime di questa altrui decisione si sentono responsabili e si colpevolizzano. Per questo la prima cosa da spiegare con molta chiarezza ad un bambino è che papà e mamma si separano perché non vanno più d’accordo e che in questa decisione loro non hanno nessuna responsabilità.
Un comportamento dei genitori responsabile e di collaborazione, può aiutare nel tempo a diminuire lo stress del bambino, soprattutto quando le visite ed i giorni in cui egli vive con il genitore non affidatario si saranno stabilizzate.
Il momento sicuramente più difficile per i figli è quello immediato alla separazione, perché gli stessi genitori spesso sono troppo presi dalle proprie emozioni e purtroppo, dal proprio risentimento verso l’altro coniuge, per poter essere di sostegno a loro.
Sicuramente, più il conflitto tra loro genitori è forte, più tendono a non interessarsi del disagio e delle necessità del figlio, nonostante i buoni propositi di mantenere una relazione genitoriale non conflittuale. Molto spesso, anzi il bambino viene coinvolto come testimone di questo conflitto tra papà e mamma e dalla tensione che si vive in casa, erroneamente ritenendo che soprattutto se piccolo, non capisca. Ma non è assolutamente così, egli percepisce perfettamente la tensione che esiste in famiglia, quando addirittura non si trova inconsapevolmente costretto ad assistere ad atti di violenza o a forti litigi, quello che invece non riesce a fare, è capire il reale e corretto significato di quanto stia accadendo.
L’unione di mamma e papà è la spinta che serve al bambino per organizzare la propria personalità e nel momento che questa unione va in frantumi il piccolo sperimenta un profondo conflitto interno che secondo le varie personalità, esperienze vissute e fasce di età gli può impedire un corretto adattamento alla realtà.
Egli potrà esprimere il proprio stress con rabbia verso uno o ambedue i genitori o verso gli amici o compagni di scuola, oppure metterà in atto un rifiuto di quanto sta succedendo tendendo ad isolarsi o a far finta che non stia succedendo nulla. Può cercare di far riunire i genitori e questo avviene soprattutto quando si colpevolizza della frattura fra i due ed in questo caso è assolutamente necessario rassicurare il bambino che il suo comportamento non ha scaturito questa decisione dei genitori; oppure il bambino può entrare in una fase di depressione e piangere con estrema facilità.
Il bambino che subisce la separazione dei genitori prova molto spesso in successione tutti questi sentimenti ed è molto importante dargli la possibilità di esprimere la propria paura e sofferenza, infatti comunicare le proprie emozioni è per lui molto utile ed importante, ma deve trovare comprensione e reale accoglienza, egli infatti ha necessità, in questo difficile momento, di tutto l’ amore dei genitori e non di dover continuare a vivere i loro conflitti.
Normalmente un bambino fino ai tre/quattro anni non riesce ad elaborare e ad esprimere con le parole le proprie emozioni, egli subisce solamente le conseguenze della frattura della coppia, ed il suo bisogno di attenzione e di amore si potrà manifestare anche con il desiderio di non allontanarsi dall’uno o dall’altro genitore, di fare capricci per cose di poco conto, di voler dormire nel letto con papà o mamma, di parlare come un bambino più piccolo della propria età o che voglia essere preso in braccio ed avere maggiori coccole, tutti questi atteggiamenti sono manifestazioni di preoccupazioni ed ansia, per questo si deve cercare di accontentare per quanto possibile queste sue necessità che dovrebbero sparire quando si sentirà più rassicurato, ma questo non deve significare che in casa non valgano più le regole, i ritmi e le abitudini che vi erano prima della separazione.
Per i genitori giunti alla separazione, non serve più continuare ad addossare colpe, ad alimentare rancori, a continuare a guardare indietro, ormai è giunto il momento di guardare invece al futuro e tentare di analizzare tutte le possibilità che si possano mettere in atto, come ad esempio sedute di consulenza per le coppie, affinché si possa fare un’efficacia azione di prevenzione del disagio del bambino e dell’adolescente nella speranza che si possa non verificare quello che purtroppo avviene molto spesso: figli di separati tendono a loro volta di ripetere nelle loro future relazioni affettive, i conflitti e la separazione vissuta dai genitori. Questo spesso nel tentativo inconscio di rivivere una situazione traumatica nel vano tentativo di poterla così controllare e superare, innescando in tal modo una spirale senza fine.